Medioevo - età feudale

Nel corso dei secoli VII e VIII d.C., il Vescovato di Lucca riuscì a costituire un vasto e ricchissimo patrimonio immobiliare, frutto di lasciti e donazioni a favore di chiese e monasteri da parte di persone facoltose, ma anche di piccoli proprietari terrieri animati da fervido spirito religioso.
Tale processo rallentò nel IX secolo arrestandosi quasi del tutto verso la metà del secolo, quando ebbe inizio un processo inverso di riappropriazione dei beni ad opera dei privati, specie dei rappresentanti della media e piccola nobiltà longobarda, che anche in epoca carolingia avevano conservato integra la posizione di preminenza a Lucca e nel distretto.
Nel corso del X secolo cominciò a determinarsi un eccessivo frazionamento dei patrimoni, conseguenza della ereditarietà di fatto (se non di diritto) dei livelli e della troppa numerosa discendenza dei capostipiti delle varie famiglie nobiliari. Ciò rese difficoltoso il razionale sfruttamento economico dei beni, portando alla concentrazione di nuclei patrimoniali e territoriali verso alcuni rami degli ormai vasti gruppi parentali. Il processo, iniziato nel X secolo, giunse a compimento nel secolo successivo, quando la concentrazione territoriale conobbe un’ulteriore spinta per l’affermazione del Comune che, da un lato, indusse le famiglie nobili ad una scelta di campo e a liberarsi dei possedimenti situati fuori dal territorio comunale e, dall’altro, le forzò a difendersi dalla sua invadenza e ad arroccarsi maggiormente nelle terre dove ormai si erano ridotte.
Anche la Val di Lima divenne parte del patrimonio fondiario e del dominio feudale di alcune famiglie nobiliari lucchesi di origine longobarda: i Suffredinghi o, meglio, i Cunimundinghi sono attestati in Val di Lima dall’828.

In una pergamena lucchese dell’anno 850 compare per la prima volta la citazione di Casoli Maggiore, ma è da escludere che si tratti di Casoli di Val di Lima, mentre è verosimile la citazione in una pergamena del 943 in cui Casoli compare come Villa del plebato di Vico Pancellorum insieme a Limano e a Lago: quest’ultima località è riportata anche in una pergamena dell’anno 1000. Lago, villa oggi non più esistente, prendeva a sua volta nome dal lago posto a 700 m. sulle pendici del colle S.Andrea, circa un chilometro sopra il paese di Casoli. Lagovectio doveva essere anch’essa una villa ubicata nei pressi del lago di Casoli. Probabilmente si trattava dell’insediamento che aveva preceduto Lacu: lago vecchio in contrapposizione a Lago nuovo.

La formazione del Comune di Lucca risale agli inizi del XII secolo, dopo che, con la morte di Matilde di Canossa, l’autorità marchionale in Toscana cominciò a decadere. I suoi consoli maggiori sono attestati per la prima volta in una carta del 10 luglio 1119.
In Val di Lima l’organizzazione comunale sembra essersi sviluppata più tardi: solo nel 1180 sono documentati i consoli del castello di Casoli, i quali giurarono in quell’anno fedeltà al vescovo di Lucca Guglielmo.
Se Casoli è il primo comune della Val di Lima documentalmente attestato, Controne, stando alle ipotesi formulate dagli studiosi, sembra essere il più antico.

Le principali casate che in epoca feudale dominarono la Val di Lima furono: i Rolandinghi; i Soffredinghi, i Gherardinghi, i Celabaroti, i Guidiccioni, i Porcaresi.
Rivali di questa ultima potente famiglia, che signoreggiò su buona parte della Val di Lima e della Val di Serchio fino alla metà del 1300, fu la casata dei Lupari, che esercitava la propria influenza su Benabbio, Casoli e Vico.
Bellicosi e ribelli all’autorità di Lucca, rifiutarono di assoggettarsi alla nuova forma del Comune, che esigeva un maggior controllo sui territori del contado e richiedeva atti di sottomissione da parte delle baronie: per questo dopo la guerra con Firenze, nella prima metà del 1300, furono spodestati e privati dei loro beni da Castruccio Castracani, quindi banditi dai loro domini e perseguitati.

Con l’istituzione delle Vicarie, da parte della Repubblica di Lucca, fu istituita anche la Vicaria della Val di Lima. Era il 1308. L’ordinamento delle Vicarie prevedeva un Vicario, nominato dal Consiglio della Repubblica. Il Vicario risiedeva in montagna e presiedeva al Parlamento: composto da 15 membri, i sindaci, rappresentanti le varie località, amministrava l’economia, la giustizia e nominava dei Governatori per affiancare il vicario nei compiti amministrativi.
Ogni vicario doveva fornire alla repubblica una Compagnia di soldati per difendere il Territorio: nel 1529 la repubblica di Lucca aveva 3 Compagnie. La seconda di queste era quella della Val di Lima, formata da 2099 soldati, distinta in otto Compagnie comprendenti tutti i paesi.
La peste che infuriò in Lucchesia e in molte altre parti d’Italia nella prima metà del XVII secolo decimò la popolazione di Casoli. I superstiti si rifugiarono nelle grotte vicine al paese, dove in alcuni recenti scavi sono stati rinvenuti resti e oggetti dell’epoca.
Le fortezze e le torri furono curate e mantenute efficienti fino al XVII secolo, quando, esaurito il loro compito difensivo, furono abbandonate. I Borboni le alienarono dalla giurisdizione comunale assegnandole a privati. Oggi di queste fortezze rimangono solo alcuni ruderi.


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