Escursionismo

Questa disciplina turistica, ricreativa e sportiva si pone oggi come un valido strumento per realizzare un rapporto equilibrato con l’ambiente, per sostenere uno sviluppo turistico compatibile e promuovere il recupero della viabilità storica.

L’azienda agricola “IL LAGO” prevede, all’interno della linea di salvaguardia del patrimonio ambientale, la valorizzazione di tutta la viabilità nel territorio circostante il paese di Casoli Val di Lima, ricco di strade carrarecce, mulattiere, sentieri, piste, stradelli vicinali e interpoderali, un tempo abitualmente usate dagli abitanti del luogo ed oggi quasi completamente abbandonate, al fine di promuovere il turismo rurale.

Escursionismo a Casoli: un po’ di storia
Il sistema sentieristico attuale si presenta come la risultante di una sovrapposizione di diverse viabilità, alcune delle quali antichissime.
Le grandi direttrici di marcia nella zona, fino a tutto il sec. X, erano due: il sentiero pre-romano che collegava l’Emilia con la valle del Serchio; una serie di sentieri che mettevano in comunicazione la Valdinievole, le Pizzorne e il Bientina (Fossa Nera) con l’Emilia attraverso, le valli della Lima e del Serchio.
Il sentiero pre-romano, dopo aver valicato l’Appennino passando per Vico Pancellorum, arriva a Casoli per poi scendere a Cocciglia e Palleggio. Salendo nella Controneria e attraversando Corsena e il Camaione, si immette quindi sulla strada romana “Clodia Nova”, che da Lucca portava a Castelnuovo Garfagnana e di qui nella valle della Magra. Il sentiero è detto “pre-romano” perchè in esso gli studiosi identificano quell’antichissima “via dell’ambra e del ferro” utilizzata dagli Etruschi per il trasporto dell’ambra del Polesine (Frattesina) e del materiale ferroso dall’Elba verso Marzabotto. Di questo sentiero pre-romano, attraverso il quale avvenne poi la penetrazione romana e sul quale si innestò per lunghissimi tratti la strada altomedievale “Via Lombarda”, restano, nel territorio di Casoli, interessanti toponimi e testimonianze storico-artistiche.

I nomi dei due antichissimi ponti in pietra ad un’unica arcata, secondo lo stile architettonico romano, posti lungo il sistema viario pre-romano, “Ponte Maggio” e “Ponte Nero”, derivano dal toponimo romano “pons maior” e “pons minor”; mentre il complesso formato da grotte e strutture in pietra posto all’ingresso della parte bassa del paese di Casoli, dove si trova una pietra incisa con caratteri curiali di origine germanica, sembra essere un “hospitale” situato lungo la Via Lombarda.

I sentieri che collegavano la Valdinievole, le Pizzorne e il Bientina con l’Emilia possono a loro volta essere scomposti in due direttrici: la prima collegava la Valdinievole con la Val di Lima attraversando la località detta “Le Pracchie di Pontito” in prossimità dell’antichissima “Cella della Croce Brandelliana”, passando per la villa di Lagovectio, oggi scomparsa, per poi immettersi a Casoli sul sentiero pre-romano; la seconda, proveniente dalle Pizzorne, attraversava i paesi di Crasciana e Casabasciana e si congiungeva con la prima direttrice all’altezza di Lagovectio, in località “Madonna di Colle a Piano”, dove ancora sorge un piccolo oratorio cinquecentesco semidiruto.
Una fitta rete di sentieri partiva da queste due direttrici e costituiva un sistema di comunicazione efficace e funzionale. Tra le varie diramazioni, degne di nota sono quella che collegavano “Le Pracchie di Pontito” con la fortezza di Lucchio, passando attraverso la valle detta “Vallemagna”, e quella che metteva in comunicazione Casoli con Casabasciana, posta ad un’altezza minore rispetto alla strada passante da Lagovectio. Anche di questo sistema viario restano interessanti toponimi e testimonianze storico-artistiche.

Da un’attenta analisi dell’antico sistema viario, nel suo complesso, emerge che Casoli costituiva un importante snodo per la presenza, sul suo territorio, di un lago e di una rocca inespugnabile, dominando da un picco roccioso la Val di Lima e il tracciato del sentiero pre-romano nelle due direzioni di marcia. Non a caso intorno al lago, fonte di vita e di ricchezza, sorsero ben due ville già documentate nel sec. X: Lagovectio e Lacu (o Lacho), di cui rimangono l’antica chiesa romanica e i ruderi delle abitazioni e delle fortificazioni. Mentre per quanto riguarda la rocca, essa meritò proprio la definizione di “inespugnabile” formulata dal commissario fiorentino Rinaldo degli Albizzi in un documento dell’inizio del sec. XV.
Così in effetti fu: la rocca non venne mai espugnata, ma a partire proprio dal XV secolo essa perse d’importanza e fu progressivamente smantellata dagli abitanti del luogo che utilizzarono le pietre per costruire numerose case. Alcune enormi pietre di calcare cavernoso, appartenenti alla prima cinta muraria forse di origine etrusca, sono ancora ben visibili nelle cantonate e nelle fondamenta delle case del paese
Il toponimo “Col di Contini”, che sta a indicare un’altura posta proprio nella parte centrale di questo sistema, deriva dal pre-romano “contu”, che significa incrocio. Lo stesso toponimo Casoli (o Casulle, Casule, Casori, Chasule, come troviamo nelle diverse testimonianze scritte a partire dal sec. X e che in tutte le forme si connette al latino “casa”, nella forma del diminutivo “casula”) si richiama ad un luogo dove sorgevano numerose “casette” o “casine” e dunque è segno di una località densamente abitata a motivo di un grande transito di persone e merci. Numerosi toponimi della zona di Casoli rilevano tracce transappenniniche e ciò costituisce un’ulteriore conferma della sua posizione strategica e di crocevia.
La presenza di un sistema di grotte e menhir di epoca preistorica, con incisi simboli fallici e vulvari, e di un calendario solare quasi sicuramente di origine celtica, sono altre preziose testimonianze in questo senso. Inoltre, la presenza di decine di coppelle scolpite nella roccia, le più antiche risalenti al periodo paleolitico e la vicinanza di un lago, in epoca antica molto più ampio e ricco di acqua, sembrano deporre a favore dell’ipotesi dell’esistenza di una zona cultuale - forse un santuario - dedicata alla fertilità, richiamata dall’elemento dell’acqua.
Ciò giustificherebbe e comproverebbe l’intensa frequentazione della zona fin dai tempi antichi, non solo per l’importanza strategica, ma anche per quella religiosa e culturale. Tra le varie testimonianze particolarmente degna di nota è la Grotta della Piella, posta in prossimità del lago, ed utilizzata fino al sec. III-IV d.C. per scopi cultuali, come dimostrano la particolare tipologia di materiale rinvenuto e la presenza di numerosi resti faunistici; forse con l’affermazione del Cristianesimo la grotta fu abbandonata ed in parte danneggiata
Per inciso, è da notare che il cinquecentesco oratorio posto all’imbocco dell’antico Ponte Nero (“pons minor”) è dedicato a San Rocco, protettore dei viandanti.

Nel 1998 il Club Alpino Italiano (C.A.I.) ha provveduto a segnalare due sentieri: uno che congiunge Casoli con Lucchio attraverso la strada detta “della Sambuca e di Lucchio”, l’altro che da Casoli giunge fino a “Le Pracchie di Pontito” passando dalla località detta il “Lago di Casoli”.
Inoltre lo stesso C.A.I., negli anni Settanta, provvide a chiodare come palestra di roccia una parete del picco detto “Balzo della Lezza”, posto subito dietro il paese di Casoli. Tale parete chiodata, mai utilizzata, a distanza di così tanti anni necessiterebbe di un sopralluogo da parte di specialisti che ne verificassero le condizioni e il relativo grado di sicurezza. Inoltre nella zona sono state realizzate una pista carrozzabile (dalla Comunità montana della Media Valle del Serchio) che dal paese di Casoli giunge in località “Il Solcaccio” passando per il lago, ed alcuni stradelli utilizzati dai tagliaboschi per il taglio e la raccolta del legname.
A completamento di tale sistema di comunicazione è stata recentemente aperta una pista carrozzabile che collega Casabasciana con Pontito e Stiappa (provincia di Pistoia) passando da “Le Pracchie di Pontito” e immettendosi all’altezza di “Croce a Veglia” con quella che proviene da Lucchio (via Zato). Questa strada, in alcuni tratti difficilmente percorribile e comunque bisognosa di manutenzione, si sviluppa lungo il crinale del rilievo posto proprio di fronte a Casoli, a circa 900 metri di altezza.

DETTAGLIO DI STRADE, STRADELLI E SENTIERI

Sentiero pre-romano o Via Lombarda (da Ponte Maggio a Ponte Nero passando per il paese di Casoli).

Il complesso sentieristico che collega Casoli con “Le Pracchie di Pontito”, composto da: strada vicinale delle Ravi (parte da Casoli, passa in prossimità del Lago di Casoli ed arriva alla località Grotta dei Porci, dove il Solco di Colle a Piano o di Covelli confluisce nel Solco del Monte, sotto la zona detta Delicata); strada vicinale del Lago e della Ganga (parte da Casoli, costeggia il Lago di Casoli, oltrepassa la località detta Bovecchia e si inserisce nella strada vicinale di Botro e di Lezza Rossa); strada vicinale di Botro e di Lezza Rossa (nasce come continuazione della strada vicinale del Lago e della Ganga: oltrepassato Botrino e Botra, attraversa il Solco del Monte, giunge al Luogo del Monte per salire lungo il Monte Memoriante).

Strada vicinale di Sant’Agata (nasce come diramazione della strada vicinale del Lago e della Ganga e sale alla chiesa di Sant’Andrea, posta in prossimità del Lago di Casoli).

Strada vicinale di Sant’Andrea (nasce come continuazione della strada vicinale di sant’Agata all’altezza della chiesa di sant’Andrea a Lago e giunge a Colle a Piano o Col del Piano). Arrivata a Colle a Piano, da questa nascono numerose diramazioni: strada di Collacci (un breve tratto che congiunge la strada vicinale di Sant’Andrea con la strada vicinale di Pracchia e la strada vicinale di Ceseto); strada vicinale di Cornia (congiunge Colle a Piano con Le Cornie, antico insediamento contadino, oggi abbandonato); strada vicinale delle Mozze (nasce sotto Le Cornie, attraversa Mucchietto e si dirige verso il Pian delle Polle).

Strada vicinale di Pracchia (nasce in località detta Santi e, dopo aver attraversato antichissime selve di castagno dai nomi particolari come Carletto, Marciano, Incanti, sale verso le Pracchie di Pontito. Al di là delle diramazioni che si aprono lungo questa direttrice, la strada vicinale di Pracchia rappresenta la continuazione delle strade vicinali di Sant’Agata e Sant’Andrea, e dunque il collegamento tra Casoli Val di Lima e Pontito, tra la Val di Lima e la Val di Nievole).

Strada vicinale di Ceseto (nasce in località Solcaccio come diramazione della strada dei Collacci ed attraversa antichissime selve di castagno dai nomi interessanti: Alle Nozze e Pupitano).

Il complesso di sentieri che partono dalla strada comunale detta di Colle a Piano e del Crocicchio, salendo lungo il crinale del monte Foggetta, è composto da: strada vicinale del Metato Nero; strada comunale di Campiglia; strada vicinale del Metato vecchio; strada vicinale del Metato nuovo; strada vicinale della Fratta.

Strada vicinale Possessore del Terme (parte da Colle a Piano).

Strada comunale Casoli-Casabasciana (collega i due paesi).

Strada vicinale del Colle (parte da Casoli e giunge nella zona detta Certini, sotto il Lago di Casoli, in epoca antica intensamente coltivata).

Strada vicinale di Gino (collega Casoli con Colle a Piano passando per Certini).

Strada comunale della Sambuca o di Lucchio (antica via tra Casoli e Lucchio, in alcuni tratti ancora lastricata).

Strada vicinale del Corvo vecchio e di Vallemagna (nasce in località Uscetto in prossimità del Luogo del Monte, attraversando Vallemagna si congiunge con la strada comunale della Sambuca o di Lucchio all’altezza della Lezza Trugura).

Strada vicinale di Sevilucchio (parte da Casoli, località La Mora, e passando sotto il Balzo della Lezza, costeggiando il fiume, giunge a Ponte Nero e alle strette di Cocciglia).


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