Canoa

Scendendo a Valle, la Lima e i pozzi di acqua cristallina offrono innumerevoli svaghi per gli appassionati di rafting e canoa, nonché per chi ama nuotare nel fiume o semplicemente prendere il sole.
Non a caso la Lima è stata inserita, ormai da alcuni anni, quale meta prescelta dai rafter e da tutti gli amanti dell’acqua bianca. È certamente il fiume più frequentato dai canoisti toscani e, insieme al Santerno, il più conosciuto dell’appennino tosco-emiliano, grazie ai raduni organizzati ogni anno, nel secondo week-end di aprile, dalla sezione canoa della Polisportiva S. Fedi di Pistoia. È stato sede, nel ‘92 e nel ‘93, del campionato nazionale amatori UISP, in due edizioni che hanno visto una grande partecipazione di atleti e appassionati da tutta Italia.

I tratti più interessanti sono tre.
Il tratto alto inizia in località Mammiano, alla confluenza col Limestre, sotto al “Ponte Sospeso”, nel comune di S. Marcello Pistoiese; dopo due salti artificiali (da visionare), si trova subito una lunga rapida ondosa di WW III° che termina in un bacino, cui seguono altre rapide, più manovriere, con piccoli salti ed insidiosi controroccia.
Il fiume presenta sempre, alla fine della rapida o del passaggio, ampie zone di morta dove il principiante può tirare il fiato o recuperare il materiale a bagno: un ottimo fiume-scuola quindi, che solo con elevati livelli d’acqua supera il terzo grado.
Il passaggio più impegnativo della Lima alta è la longarina, a monte di Giardinetto, un imbuto che, a seconda del livello d’acqua, richiede “equilibrio”. Lo sbarco è a poche centinaia di metri, sotto il ponte per Casoli.
Sotto alla diga di Giardinetto il fiume si ingola ed alcuni massi franati, creando un sifone, rendono impraticabile la discesa; tuttavia è possibile godere dello spettacolo delle strette di Cocciglia, imbarcandosi per il tratto medio, nei pressi di Cocciglia, e da qui risalire fino a sotto il sifone.
Il tratto medio è scendibile solo quando c’è molta acqua nella parte alta e bassa; a regime idrico normale, invece, la diga di Giardinetto lo tiene praticamente all’asciutto. Se l’idrometro della Lima bassa è a più di 90 (regime normale =50), allora l’imbarco è preferibile nel tratto intermedio; anche qui le difficoltà non superano il terzo grado, ma occorre avanzare con cautela, perché essendo meno frequentato, è più facile incontrare rami di traverso.
A circa 500 metri dalla partenza, dopo una curva a destra del fiume, la rapida che segue termina a destra in un tubo: è opportuno il passaggio a sinistra (visionabile dalla strada, all’altezza della confluenza dello Scesta). Dopo il ponte stradale il fiume compie una curva a sinistra, da cui inizia un tratto di rapide ondose molto divertenti e mai pericolose; si giunge così nei pressi della centrale idroelettrica di Fabbriche di Casabasciana.
Da qui inizia il tratto basso, meta di numerosi canoisti, grazie a quei 5 MQ di acqua scaricati quotidianamente dalla centrale e che lo rendono navigabile anche nei periodi di magra. Le difficoltà sono ancora di WW III°, con belle rapide seguite da ampi bacini. In località Ponte a Diana deve essere posta attenzione al passaggio della “diga rotta” (WW IV°). L’arrivo è a Bagni di Lucca: si può sbarcare sulla sponda destra dopo lo scivolo artificiale. Nei pressi dello sbarco si trova una fontana con acqua termale a 37°.


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